di Nicola Baranello.
Caro Nicola, sono passati 15 anni da quando te ne sei andato
Ho sentito il bisogno di scriverti perché Nicola, tuo Nipote, a Natale mi ha regalato un libro, che mi sono divorato: ho avuto la sensazione che me lo avessi regalato tu, o addirittura che lo avessi scritto tu, per le emozioni che mi ha dato nel leggerlo.
Ho sentito anche il bisogno di scriverti perché nel nostro Gruppo qualche momento di poca serenità fa sentire maggiormente la tua mancanza: nei momenti di difficoltà tu eri ancora più grande del tuo standard solito
Passavi per il buono della situazione, ma eri il più rigoroso, il più duro di tutti.
Ricordo ancora qualche lezione a me riservata.
Hai dato lezione a tutti in tutti i campi, nello sport, nella formazione, nel giornalismo, nelle visioni, …nella malattia: viaggiavi sempre anni avanti a tutti.
Anche quando il “cretino” aveva già deciso di portarti via, i tuoi ragazzi, i nostri atleti, sono venuti a correre sotto la tua finestra e poi sono venuti a correrti vicino anche quando te ne sei andato laggiù; di quel luogo, da ineguagliabile poeta, tanti anni prima, avevi scritto:
Laggiù nel cimitero c’ è il mio sole… Laggiù tra quei cipressi è primavera…
Eri 100% di contenuti, alla larga le apparenze.
Proprio come il mondo che mi circonda oggi !!! ???: 100% apparenza, niente contenuti.
Il nostro Gruppo Sportivo si avvicina ai 70 anni di vita: l’idea, l’utopia di Leo iniziale, e poi la tua geniale idea della Su e Giù, che ha dato una spinta ulteriore ed indistruttibile al Gruppo, tanto da far invertire le leggi naturali dell’invecchiamento: ogni anno la Su e Giù va meglio ed è più bella.
Adesso stiamo provando a studiare, inventare, avviare la nuova fase per la Virtus, ma non ci sei più tu. Siamo convinti che già da tempo avresti inventato come questo Gruppo potesse ancora fare bene alla nostra città, alla nostra regione, ai nostri giovani, allenandoli alla vita ed allo sport, come hai sempre fatto durante il tuo percorso quaggiù.
Siamo in inverno, vogliamo preparare il terreno per la nuova raccolta dell’anno, ci perdonerai se non siamo dei bravi seminatori come te, ma ci stiamo provando. La Virtus ha radici profonde e noi vogliamo preservarne ancora e, per quanto è possibile, la identità. La memoria con i suoi testimoni più rappresentativi continuerà ad essere riferimento e sostegno.