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ALÉ!

di Stefano Di Maria.

ALÉ!

Dicevano i miei allenatori e così era come se fossero direttamente le gambe a sentire e non più le orecchie.

Era come se ci pensasse direttamente la pancia a finire l’azione.

Era come se gli occhi e la testa servissero ormai soltanto per materializzare lo spazio, il resto era affidato tutto all’entusiasmo.

ALÉ!

Non ce lo dicevano a caso.

Ce lo dicevano non come un’esultanza, nemmeno come un incitamento da tifosi: ce lo dicevano per farci capire che era il nostro momento.

Per farci capire che in quel preciso istante, nella nostra vita, c’era lo spazio per una soddisfazione, per credere di più in noi stessi, per starcene anche un po’ più contenti. E per fare contenti tutti quelli che erano la nostra squadra.

E quando ci dicevano ALÉ! difficilmente sbagliavamo. Perché non era la mente a comandare, era la magia. 

Dovremmo imparare a dirci, nella mente, un ALÉ! ogni volta che il nostro stesso modo di pensare e di fare sta andando alla deriva. Per staccarci dal peso delle parole e affidarci alla ragione ma anche alla fantasia, all’entusiasmo.

Ecco perché prima di pronunciare qualsiasi nostra frase, a noi o agli altri, a chi ci è amico e a chi ci è avverso, dovremmo dirci:

 ALÉ!

Cambierebbe tutto…