di Roberto Palladino.
Sarebbe sciocco provare nostalgia per il passato, ma la dolcezza dei ricordi sì. Questi avvicinano il lontano del tempo e ci accompagnano nella solitudine. Il colmo, poi, è avere, anche occasionalmente, l’opportunità di condividerli. Ed è proprio quello che succedeva le volte che ci si ritrovava. Tu, Gabriele, adagiato tra cuscini e coperte sulla tua poltroncina e noi accovacciati accanto al camino. Si spolveravano gli ormai lontani momenti e, rivivendo esilaranti accadimenti, si irridevano le gaffe più imbarazzanti.
Nell’ultimo periodo avevi qualche difficoltà nell’esprimerti e momentanei vuoti di memoria, ma si soprassedeva. Sapevamo che nella vita tutto può cambiare, tranne il passato. Ed era quello che a noi interessava.
Un passato da incorniciare: campeggi, trasferte sportive, cene infinite, campi di lavoro, incontri di calcio, campi scuola per dirigenti, gare di atletica leggera, farse teatrali, competizioni canore, … Non ci è mancato davvero nulla! Ciò che abbiamo unitamente vissuto, nessuna forza al mondo può portarcelo via.
Hai sostenuto e animato, nella tua esperienza sportiva, tanti ragazzi che mai hanno dimenticato la tua disponibilità. E, come allora, anche se per motivi diversi, sei andato via in punta di piedi, senza clamore, quasi a voler celare il disagio che pensavi di arrecare non ritenendoti più in grado di essere operativo. Ma ti sbagliavi, Gabriele, il silenzio e il vuoto che hai lasciato e lasci è assordante. L’unica consolazione che ci resta è la certezza che continuerai a guardarci dall’alto con l’orgoglio di aver contribuito a rendere grande un gruppo che oggi, come allora, è il fiore all’occhiello di questo nostro Molise.